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I ching: il libro dei mutamenti
di Wilhelm R., presentazione di Jung C.G. |
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Lo psicanalista C.G.Jung ha il merito di aver aperto le porte della psicoanalisi a punti di vista e filosofie diverse da quelle deterministiche occidentali.
La teoria di Jung si basa in primo luogo sull'esistenza, accanto all'inconscio individuale, dell'inconscio "collettivo" quello cioè che è comune a tutti gli uomini e rappresenta l'umanità in senso stretto.
L'inconscio collettivo contiene le esperienze primigenie comuni a tutti gli uomini, quelli che sono esistiti prima di noi e quelli che esisteranno dopo di noi. Tali esperienze, nella loro rappresentazione simbolica, diventano "archetipi" cioè rappresentazioni psichiche dell'inconscio, alle quali tutti facciamo riferimento obbligatorio nella nostra interpretazione della realtà.
Il maschile, il femminile, il vuoto, il pieno, la luce, l'ombra, il padre, la madre, la nascita, la morte, il piacere e il dispiacere sono "archetipi" perché sono rappresentazioni presenti nella memoria di ciascuno, ad ognuna di esse è associato un o più stati emotivi, che rappresentano poi il motore dell'azione umana.
Tali costrutti archetipici rappresentano la base per la costruzione dei miti e delle leggende comuni a tutti i popoli, rappresentano l'esperienze primarie che, riportate nell'inconscio collettivo, si materializzano in ognuno di noi guidandoci nell'interpretazione della realtà.
Siccome l'inconscio collettivo contiene tutte le esperienze, organizzate in forma simbolica come archetipi, di tutti gli esseri umani prima di noi, esso sa tutto. Esso sa e conosce le leggi immutabili della natura, perché le ha osservate miliardi di volte attraverso miliardi di occhi diversi.
Rifacendosi ancora alla teoria degli opposti, li ha osservati secondo il punto di vista maschile e da quello femminile, da quello del buio e da quello della luce, da quello della vita e da quello della morte.
Lo scopo della psicoanalisi è per Jung quello di ricomporre a livello di coscienza i contenuti provenienti dai vari strati dell'inconscio, egli ritiene che, ascoltando la voce dell'inconscio e imparando a comunicare con lui, si possa finalmente pervenire a quello che lui chiama "l'uomo rotondo" (il "saggio" o "l'uomo superiore dell'I CHING) cioè che racchiude in sé gli opposti riuniti, lo Yin e lo Yang.
L'inconscio collettivo, sulla base del quale si forma poi quello individuale e con il quale sta in stretto contatto, come una radice che prende nutrimento dalla terra, comunica con la nostra coscienza attraverso le manifestazioni simboliche, i riti e i miti, le leggende, le favole, tutta la produzione fantastica della razza umana che ne rappresenta l'espressione più prossima.
Comunica con noi anche attraverso il sogno, che per Jung non è solo la soddisfazione del desiderio individuale, come vedeva Freud, ma anche l'espressione dei contenuti archetipici dell'inconscio collettivo.
L'inconscio collettivo, nella sua infinita saggezza, viene in "aiuto" alla coscienza attraverso il sogno, mostrando una via d'uscita, una possibile soluzione, tratta dall'immensa esperienza in esso racchiusa. Ed ecco il famoso "sogno premonitore": l'inconscio legge i "germogli" di una situazione in fieri, che la coscienza non è in grado di percepire né di interpretare, perché sfuggono alla logica ma rispondono solo all'intuizione. Sulla base di tale messaggi subliminali ricostruisce le possibili alternative, e fornisce poi la soluzione. Naturalmente esso parla attraverso un linguaggio simbolico, che non si può cogliere attraverso la logica, ma solo attraverso un atto intuitivo (il terzo occhio).
Jung ha riconosciuto nell'oracolo dell'I CHING le stesse potenzialità di mettere in comunicazione il mondo della coscienza con quello archetipico, e lo identifica come un mezzo che , correttamente usato , aiuta a mettere in atto le capacità intuitive di cui tutti siamo dotati, ma che vengono soffocate dal continuo ricorso alla logica che caratterizza il nostro pensiero.
Egli definì l'I CHING "una porta sulla natura che aspetta di essere scoperta", leggere e comprendere il significato archetipico dei 64 esagrammi può rappresentare una via di comunicazione con l'inconscio, ed in ultima analisi un aiuto a meglio interpretare la realtà e noi stessi. |
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