(ANSA) - ROMA, 8 dic -
Gli psicologi 'hanno perfettamente ragione'. Pieno sostegno alle rivendicazioni della categoria arriva da Adriano Ossicini, ordinario di psicologia generale
alla Sapienza di Roma e presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica.
Ossicini, laureato in medicina e chirurgia e da 50 anni attivo come psichiatra infantile, ritiene che il decreto contestato sia sbagliato nel metodo e nel merito.
'Nel metodo - spiega - perché non c'é stata alcuna consultazione preventiva né delle facoltà, peraltro numerosissime su tutto il territorio nazionale, né dell'Ordine
degli psicologi. Modifiche come questa vanno assolutamente discusse con i soggetti interessati prima di vararle. Tra l'altro - aggiunge Ossicini - desta qualche sospetto la
tempistica del provvedimento, varato in agosto quando tutti sono in vacanza'.
Quanto al merito, Ossicini contesta decisamente le scelte fatte dal ministero. 'Intanto - fa notare - c'é una sentenza del Consiglio di Stato che non può essere ignorata e che
stabilisce con chiarezza che la psicologia clinica è una branca della psicologia e non della medicina, riservata agli iscritti all'Ordine degli psicologi. Ci sono voluti anni per arrivare a questo e ora vogliono tornare indietro... è incomprensibile. Se
non ammettendo che dietro la decisione ci sono interessi di carattere economico. Si sottrae, infatti, alla categoria degli psicologi un ampio settore di occupazione. La psicologia clinica - spiega il professore - si applica per lo più a persone sane, concerne tutta l'area dei rapporti interpersonali, è legata alle tecniche dei colloqui. Basti pensare agli psicologi del lavoro, scolastici. Porre in concorrenza su questi temi medici e psicologi - conclude Ossicini - è come contrapporre un vaso di ferro a un vaso di coccio. Nessuno intende contestare ai medici la loro formazione psicologica, ma perché appropriarsi anche di
una branca che in tutti i paesi del mondo è prerogativa degli psicologi?'(ANSA). |